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La plagiocefalia posizionale è un’anomalia morfologica del cranio, tipica dei bambini piccoli, caratterizzata da una asimmetria della regione occipito-parietale del capo, in senso obliquo.
In realtà, il termine Plagiocefalia è comunemente usato per descrivere ogni anomalia della forma del cranio, come la Brachicefalia, in cui la larghezza del cranio prevale sulla lunghezza, e la Scafocefalia in cui la lunghezza è nettamente superiore alla larghezza del cranio. Le deformazioni possono sovrapporsi.

Come si interviene?

Il trattamento varia a seconda della gravità della plagiocefalia.

In caso di appiattimenti più marcati, l’ideale è cercare una correzione tramite una ortesi craniale: il caschetto per plagiocefalia. Il caschetto, in materiale plastico leggero, rivestito internamente da strati concentrici di materiale morbido depressibile è realizzato mediante tecnologia CAD-CAM, su scansione del cranio e contestuale rilevazione delle misure metriche, adattato sul paziente in fase di prova e ad intervalli regolari per tutta la durata del trattamento.

Caschetti Ortopedia Ruggiero, fasi di realizzazione

✔️Scansione 3D con Inbody

✔️ Progettazione CAD-CAM:

✔️Modellazione Cad

✔️Fresatura Cam

✔️Fabbricazione

✔️Monitoraggio

Tecnologia INBODY

Grazie ad Inbody riusciamo ad acquisire il volume del capo in maniera:

-istantanea (< 1s

-precisa (< 1mm, ciò significa riproduzione fedele del cranio e della sua deformità) e non invasiva per il bambino

Quindi riusciamo a realizzare ortesi personalizzate ed estremamente confortevoli️.

La progettazione avviene attraverso programmi informatici dedicati che garantiscono la qualità del prodotto.

Il caschetto Ortopedia Ruggiero, non funziona con la pressione, ma sfrutta la crescita del cranio dei bambini e la indirizza verso i punti appiattiti. Infatti, il principio su cui si basa il trattamento ortesico delle deformità craniche non sinostotiche consiste nel fornire una contenzione dinamica regolabile a livello delle aree ossee già correttamente sviluppate e lasciare una camera di espansione a livello delle zone dove è avvenuta la deformazione per compressione e dove, pertanto, si vuole favorire lo sviluppo.

La sicurezza del trattamento è garantita dal fatto che, seguendo tale approccio, non si creano delle pericolose spinte a livello cranico, ma si applica esclusivamente un supporto guidato per lo sviluppo corretto del cranio. 

Studi scientifici compiuti nella seconda metà degli anni ’90 ad opera di J.P. Hertz, sulla scia del lavoro di S.K. Clarren, dimostrano come questa metotdologia d’intervento ortesico non vada a modificare nel lungo periodo il normale sviluppo del cranio e non crei pericolose compressioni a questo livello.